lunedì 29 giugno 2015

E poi arriva Pio...

Penso che Enrico Donner sia una delle persone più intelligenti che io abbia mai conosciuto, e siccome esiste un legame tra la conoscenza eclettica e la follia, è sicuramente anche una delle persone più folli che abbia mai conosciuto. Però la sua follia è sana, e produce una energia benefica per gli altri. Ad Enrico è difficile sottrarcisi, è difficile scappare, è difficile dire di no, è difficile porre delle divergenze, ma si è mossi naturalmente dall'istinto di gareggiare, di competere e di far emergere le proprie capacità, magari solo per compiacerlo. Ho ascoltato conversazioni con amici ed interi suoi monologhi,  con la sensazione di trovarmi di fronte a Roy di Blade Runner:"ho visto cose che voi umani...". Perché Enrico è così, è un universo tangibile e non visibile nella sua interezza, è un universo fatto di viaggi, anche solo sogni, ma talmente reali nella sua mente che sembrano concretizzarsi di fronte a chi parla. La cosa bella è che ci si rende conto che tali sogni non sono poi tanto irreali: le cose che racconta le ha fatte veramente. 
Ti si presenta come una persona decisamente normale, anzi direi quasi oltremodo banale e refrattaria ad ogni regola sociale e di costume. Insomma, cerco di trovare un modo elegante per definire il suo anticonformismo e meno irriverente possibile, perchè a tratti lo è, e dopo pochi minuti vissuti all'interno del suo carisma si prospettano due possibilità: o lo ami, o te ne vai a fare in culo. Non che lui ti mandi eh, non lo farà mai. Sei tu che ti indispettisci come un bimbo al quale viene negato un capriccio e ti convinci che è meglio lasciar perdere. 
La cosa più incredibile di Enrico è che non ha una linea di pensiero, oppure le ha tutte. Un pensatore dei nostri giorni, con la cultura dei grandi pensatori del passato. Non fa uso di aforismi, quando non sono creati da lui, ma unisce idee geniali tratte dagli Ellenici e le infarcisce di dogmi Cristiani, magari molte volte interpretati, aggiustati, direi, con la matematica e la fisica delle soluzioni inopinabili. 
Potrebbe essere il più grande commerciale operante nel mercato. Se tu dici di no, lui ti smonta il "perché" e con cognizione di causa, adducendo dimostrazioni concrete e storicamente attendibili, (qualche volta la fonte potrebbe essere sibillina), convincendoti a comprare. Cosa ? Molte volte il suo pensiero: libero, leale, sincero. Legge, qualsiasi cosa, dai fumetti alle riviste tecniche, ai blog in rete, ai romanzi più o meno seri, alla New Age, ai pensatori odierni. Quando ? Nelle innumerevoli pause della sua vita e sono tante, perché la facoltà con cui i suoi neuroni cambiano argomento e ritrovano la concertazione sul nuovo e sul diverso ha dell'incredibile. 
E' generoso, e la sua generosità potrebbe benissimo paragonarsi a quella Cristiana. Le sue azioni fatte in silenzio, che non si possono quindi acclamare, sono tantissime ed enormi in valore. 
Come posso dirlo ? Io lo so, fidatevi. Proveniamo dallo stesso ceppo, dagli stessi valori, dalla stessa fermezza onesta dei nostri Padri e Avi, anche se solo a sentirne parlare potrebbe scagliartisi contro, con la foga dei sessantottini, anarchici per forza. Ma nella sua anima, nel cuore più profondo, lui sa da dove viene e quanto amore è passato attraverso (e per) la sua persona. Lo dona in cambio, quasi a disfarsene subito, come un peso troppo pesante, come un dono troppo grande per la sua capacità di criticare e criticarsi. Il suo iter studiorum ? Impressionante. Soprattutto la sua facilità di gestione delle materie più complesse. Avete presente i genitori che esaltano i loro figli, come fossero gli unici a studiare, a capire, a crescere ? Ecco, questo non è mai avvenuto in casa nostra. Mai. Mio padre e mia madre ne avrebbero avuto il diritto, soprattutto per Enrico, ma la loro lungimiranza educativa li ha tenuti a freno. Allora io mi prendo l'onere e l'onore di gridarlo a tutti, perché me ne fotto: Sono il fratello, non "un fratello", ma IL fratello e me ne vanto, prendendomi tutte le responsabilità del caso, anche quelle della sua quantomai probabile critica a questo post.
Insomma, qui tutti si lodano e si sbrodano perché hanno la capacità di un bradipo nano di farsi un selfie appena alzati, copiando, come didascalia, un aforisma di Oscar Wilde.  Enrico, a 7 anni, ha chiesto a Babbo Natale di portargli libri. Libri ! La sua sete di conoscenza era talmente fervida e spumeggiante che probabilmente quei 5 libri sulla cibernetica, astronautica, geologia, biologia, antropologia, gli sono serviti per comprendere che Babbo Natale non esisteva, se non nei sogni, e siccome questi valgono più della realtà, deve aver sentenziato la dimostrazione che Babbo Natale era vivo e vegeto. Ed è così: il suo vigore romantico è forte e dirompente quanto la sua foga di svilire tali scene melense come anacronistiche e deleterie. Penso che da allora, attraverso quell'Atlante della De Agostini, costato a mio padre come un tablet di oggi, ricordi ancora tutte le capitali del mondo. Provate a chiedergli quella della Papua Nuova Guinea, così a brucia pelo, quando lo incontrate e poi, attraverso il tablet del vostro Babbo Natale, andate a controllare in rete se è esatto. A 10 anni vince un concorso di letteratura. Mi ricordo ancora il titolo del tema: "Le gioie i dolori e le fatiche del mondo contadino". Per inciso non ha risposto "tanta roba" ed una traccia simile metterebbe in difficoltà i giornalisti blasonati di oggi. Ha solamente vinto il primo premio indetto dalla Regione. I test attitudinali, una prova importante per l'ammissione al famosissimo Collegio Pio X, nell'anno del Signore 1976, portano a mio padre una sentenza:"E' un ragazzo da due Lauree".  
A questo è arrivato e a molto altro arriverà. 
Mi fermo. Non è il caso di farne una cronistoria, ma questi pochi aneddoti non sono che la punta dell'Iceberg di chi, come Enrico, si trova a ragionare, pensare, decidere e costruire, molto al di sotto della superficie della banalità di questo mondo, oppure ad una altezza tale, che risulta comprensibile a pochi, dando agli altri una zona circoscritta dove confrontarsi, per poi diventare banali e lenti, quasi fermi, ai suoi occhi veloci e voraci. Ed anche questo non ve lo dirà mai. Insomma: è destinato a soffrire. Non ve lo dirà mai, ma chi puoi fargli una radiografia completa, scopre che nell'universo della sua Anima, grande tanto da poterci ospitare un intero pianeta di uomini e donne, lui urla. Urla il dolore di avere poco tempo, di aver fatto forse troppo poco, di aver buttato via esperienze, senza perdonarsi di averlo fatto e rincorrendo sempre e comunque il meglio e il massimo. Ogni tanto mi piacerebbe che si fermasse. Mi piacerebbe che si voltasse indietro. Non per sedersi sugli allori, ma perché è giusto e gratificante scoprire dove si è riusciti ad arrivare. La storia lo insegna, anche la propria. Non si può dire certo che gli manchino talenti, e non si può dire altrettanto che non li abbia abbia messi a frutto e non continui a farlo. 
Enrico e lo studio ? Beh, una laurea, in ingegneria, civile, trasporti, in corso, a Padova;
Enrico e il modellismo ? Costruire le ali di un aliante in balsa e carta velina larghe 2 metri con i complimenti dell'Hobby Model (il più vecchio ed importante negozio di modellismo a Treviso) oppure riprodurre il meccanismo complessivo dell'intera stazione di Milano con le rotaie e gli scambi Lima; salvo poi non completare ne uno ne l'altro, perché Enrico è così. Una volta capito il problema principale, averlo risolto e averne trovato una soluzione brillante e condivisa, il resto è manovalanza per gli altri, per chi ci mette una vita per arrivare a quello che lui ha compreso così facilmente, e probabilmente ne resterà per sempre geloso e posseduto. Enrico no, non è geloso di quello che sa, ma di quello che potrebbe conoscere.
Enrico e lo sport ? Ci vuole un blog solo per questo
Enrico e i viaggi ? Ci vuole un sito solo a questo
Enrico e la musica ? Ci vuole un web dedicato solo a questo
Enrico figlio, fratello, padre e marito ? non bastano i server di Google
Enrico e le donne ? [...error 404, server not found...]
Enrico e Dio ? scusate, Enrico e...chi ? Ops !
Si, ho rifatto l'errore, stavo raccontando ancora le sue gesta, perché è davvero così: ovunque il mio pensiero si posi, su un hobby, su un articolo di giornale, su una metafora, una religione, un lavoro, uno slogan, un brano, un assolo, un posto del mondo, una creatura vivente, un cavolo di qualsiasi cosa, posso raccontare un aneddoto di mio fratello. E lui non se lo ricorda ! 
Capace di lavorare in molto multimediale, dandoti la sensazione di non ascoltarti mentre gli parli, arriva, dopo periodi di tempo in cui il suo cervello sembra in stallo, a darti la risposta che cercavi. Non vi dico quanto possa essere indisponente questo modo di fare, ma bisogna capirlo per giustificarlo. Può apparire insensibile, menefreghista, egoista e opportunista, e magari qualche volta come tutti lo è stato, ma non è giudicabile solamente in questo modo chi viaggia, come lui, in un piano parallelo a noi, distante e poco avvicinabile, nonostante faccia di tutto per incrociarsi con il piano di chi gli sta accanto, e per modestia. 
Perché su questo piano viaggia lui, tra vettori e forze, tra immagini e realtà, fantasia e regole, anarchia e dubbi, certezze e dei, ironia e risate, passione e sesso, Dio e Diavolo, colpe e ragioni, ying e yang, bianco e nero, sfumature di grigio, molte più di 50, sfumature di business, molte più di 50, amore e Amore, molto più di A maiuscola, eccitazione e sgomento, ipocondria e pazzia, follia e bramosia, operosità e determinazione, è completo e perennemente insoddisfatto, è contento di se e anima in pena, fitto di pensiero dove nessuno può infiltrarsi, vuoto e a disposizione perché qualcuno lo colmi con qualcosa di nuovo. 
In questo tempo di social, dove è quasi impossibile che una dedica come questa venga letta, io la pubblico attraverso il mio piccolo blog, perché chi conosce Enrico e in questo giorno lo ricorda per il suo 49.mo giro di boa, magari possa vederlo attraverso un altro punto del prisma da dove provengono, separati e bellissimi, tutti, o meglio quasi tutti, i suoi molteplici colori di vita.
Ciao matto, te vojo ben.

Antonio










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