Recita
la Genesi in latino: Haec vocabitur Virago, quoniam de viro
sumpta est haec"
Si
chiamerà Virago perché è stata tratta dall'uomo. Non Eva, ma
Virago. Quando l'ho letto ho sorriso. Virago, dice Wikipedia, è
un termine generalmente utilizzato per indicare una donna che,
nell'aspetto fisico e soprattutto nel pensare e nell'agire, ha tratti
significativi del sesso maschile.
Forse
che Dio, nella sua Onnipotenza e Lungimiranza, aveva già capito che,
in realtà, questo sarebbe stato il futuro di chi era accanto ad
Adamo ?
Quali
sono allora, quei tratti fisici, ma soprattutto di pensiero e di
azione, propri e "significativi" del sesso maschile
? Perché qui mi perdo proprio. Se qualcuno, nella più grande
enciclopedia del mondo, ha tratto questa definizione, vuol dire che
esistono differenti forme fisiche, differenti modi di pensare,
differenti modi di agire. Altrimenti sarebbe stato zitto e il termine
avrebbe avuto solo un significato mitologico e poetico. Anzi,
facciamo un esercizio più profondo: ammesso, e non concesso, che
questi tratti significativi del maschio esistano, quali sono quelli
significativi della donna ? Che non siano quelli propri di una
Virago, lo abbiamo capito, quindi quali sono ? Fin troppo facili
sarebbero le battute, i modi di dire, gli aforismi, alle volte
goliardici, alle volte forse troppo volgari, che ne verrebbero fuori,
ma non voglio citarli. A me, oggi, basta un solo aggettivo che
riassume li tratto significativo della donna: genitrice.
Colei
che ha dato vita, che ha generato. Essere in grado di crescere una
vita, essere il luogo umano dove un grumo di cellule diventa un
individuo unico ed irripetibile, ed essere in grado di poterlo
crescere fino a vederlo diventare una persona divisa dagli altri
e agli altri legata.
Noto
che Dio, Padre Creatore, secondo la tradizione Cristiana, tiene per
ultima la sua creazione più bella. La trae da Materia già
nobilitata, in quanto Adamo è già Creatura di Dio, e da una
costola, non da altra parte del corpo meno nobile, ma dalla parte che
protegge il cuore, l’albergo dell'anima. Insomma Crea la
creatura che continuerà la sua Creazione. L’uomo, nella sua,
in realtà, misera condizione, non potrà mai farsi onere ed
onore di tale grandezza. Potrà, forse, cercare di seguire e trovare
altri modi creanti. Perché la donna genera anche l’uomo, ma
il contrario non può avvenire. I surrogati delle creazioni dell’uomo
sono stati tanti, e forse tutti dedicati alla donna. Opere intere,
quadri, sculture, poesie, romanzi, progetti, ma anche lavori di
ingegno, imprese eroiche, atti di cambiamento storico.
Il
maestro Morricone, celebrato in tutto il mondo con un Oscar, dedica
alla moglie, il frutto del lavoro di una vita intera. John Nash,
nobel per la matematica, definisce sua moglie “tutte le
sue equazioni”, Dante celebra Beatrice con il tremore della
riverenza al solo guardarla passare. Costantino crea la Chiesa
secolare per volere della Madre Elena, Troia combatte vent’anni per
la bellezza della regina rapita da Paride, Verdi riesce a dare una
dignità assoluta ad una Traviata, Mozart divide il bene dal
male attraverso il canto di due donne, Leopardi si strugge per
Silvia, musa dell’Infinito, Cleopatra decide del volere di
Imperatori Romani, Anita indica a Garibaldi la via
dell’unità d’Italia, Leonardo da Vinci dipinge 600
anni di mistero nel sorriso di Monna Lisa, Botticelli decreta lo
stereotipo di bellezza, Frate Francesco eleva la povertà grazie a
Chiara, lo stesso Creatore sceglie Maria per Suo Figlio e questi
svela il Suo ufficio a Maddalena, libera le donne, le porta ad
esempio, le protegge al di sopra della legge dell’uomo.
Sono
solo alcuni di mille esempi con i quali autori, filosofi, storici,
poeti, scienziati, rivoluzionari, insomma pensatori di ogni
ordine e provenienza hanno creato in onore della donna.
La
donna muove la vita di un uomo e questo, per gratificare il suo ruolo
complementare, crea il contorno dove essa dovrebbe vivere appieno la
sua grazia.
Ora,
gli uomini non creano più per la donna, ma si rifugiano in un limbo
assurdo, dove avanza una competizione sterile con la loro capacità
pratica, si toglie loro autostima, sostituendosi al loro ruolo,
trasformandosi in un surrogato di peculiarità maschili e
allontanandosi, con volgarità e arroganza, dalla loro
benedizione creatrice. Delle Virago, appunto, ma non penso siano state nel volere del Dio creatore.
Non
può funzionare. Non funzionerà.
In
questo giorno, dove si esalta la forza della donna, la sua
emancipazione, libertà e diritto, io spero, magari ingenuamente, che essa torni presto alla considerazione del suo dono. Altrimenti
avrò fallito come uomo e, inevitabilmente, farò piombare la stessa
donna in un buio difficilmente illuminabile da una mimosa.

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