Penso che ognuno di noi, leggendo un qualsiasi quotidiano, in un qualsiasi giorno, in una qualsiasi pagina, sia spinto da un irrefrenabile pulsione di mandare a fare in culo l'intero genere umano.
Io sicuramente, anzi molte volte ho sperato e pregato perché una cospicua parte di esso fosse ridotto in polvere da qualche Angelo misericordioso. Perché l'uomo è capace di bassezze così profonde, che il meno che si possa fare è disconoscersi da lui, rinnegare l'intero genere e difendersi da se stessi.
Poi però, capita che ti si piazzi davanti uno scenario che non puoi non vedere; uno scenario che forse avevi dimenticato potesse esistere; un'esperienza che tuo malgrado di obbliga a guardare da un punto di vista più alto. E' così che rimani interdetto e rivaluti tutto quanto avevi pensato fosse da eliminare, solo pochi istanti prima.
Ho conosciuto il personale del Reparto di Cardiochirurgia Pediatrica dell'ospedale Sant'Orsola Malpighi di Bologna. La professionalità, la cura, l'attenzione, la discrezione, l'umanità, la speranza, la sicurezza, l'affidabilità, l'altruismo, la disponibilità e in una parola l'amore per la loro vocazione lavorativa e per i loro pazienti erano talmente presenti, pieni e reali, che mi sono imbarazzato, piccolo nella mia superiorità spavalda, ingenuamente corrotto da paraocchi imposti da altri, pigro nella fatica di girare la medaglia dalla parte del bene.
Questa struttura è una eccellenza dell'Italia che amo. Capacità riconosciute nel mondo, tradizioni di regioni Italiane (riconoscibili per le inflessioni dialettali) che si mescolano a deontologia e preparazione professionale di livello invidiabile, confluite in un centro efficiente, veloce e all'avanguardia, nel gradino più alto del podio insieme a Boston e a Londra. Disponibilità a spiegare, confrontarsi, mettere a disposizione conoscenze per darti la speranza che tutto andrà bene. Non slogan politici, non frasi dettate da procedure, non supponenza di impiegati in camice, ma dialoghi concreti, unici, tra medici e paziente, ricercati nelle parole e nell'enfasi per rendere più leggera e possibile la drammaticità dell'esperienza. Lingua Italiana senza emoticons o neologismi, sfruttata in tutta la sua bellezza e potenza, praticità e completezza.
Risultati eccellenti, numericamente non confutabili e sottolineati da centinaia e centinaia di testimonianze dirette e disponibili al cuore di tutti.
Nell'ambito della salute, che di fatto è l'ambito più complesso e difficile, con il quale tutti, prima o poi, dovremmo confrontarci, dovremmo sempre considerare che questi medici, questi centri, queste realtà esistono.
Perché ? Perché non urlare al mondo che siamo capaci di questo, prima di tutto come esseri umani e poi come Italiani. Perché segregare in un angolo buio, chiuso da egoismo, illecito, cattiveria e invidia queste eccellenze, per poi venirne a conoscenza nell'anonimato della malattia e non poterle elogiare pubblicamente ?
Vorrei essere capace di decantare questa meraviglia umana, intera nell'anima e nella ragione, con i versi del Poeta, ma non posso farlo, non ne sono capace.
Mi limito a condensare il tutto nel titolo del post, come un aforisma, come monito per me e per altri.

Nessun commento:
Posta un commento