Organizzare un concerto live non è cosa da poco. Occorrono giorni, ore, telefonate, pensieri, soluzioni, e di nuovo altri giorni, altre ore, altre persone da coinvolgere. Poi dipende sempre da cosa si vuole costruire, ma con i GNC, quando si avvicina l'appuntamento del concerto di inizio estate, il fermento per organizzare, costruire e finalmente esplodere il giorno del concerto è tangibile e non ci si accontenta di un palchetto, due casse e due luci. La visione è più simile al San Siro stracolmo di mani alzate . Alla faccia !
Quello che stiamo per pubblicizzare e che sarà il 27 maggio a Roncade si sta delineando come un evento sempre più complesso e carico di energia. Quando però si parla di GNC, la normale immagine di un concerto spettacolo cambia e diventa molto, molto, molto più significativa e grandiosa.
La frase che meglio stigmatizza questa situazione è presa dai Blues Brothers:"siamo in missione per conto di Dio". In effetti è proprio così e quando hai a che fare con Dio, quasi in modo automatico non ti accontenti di fare "poco". Devi fare più di quello che le tue forze ti consentono di fare, perché poi, alla fine, al resto ci pensa Lui. Potrei portare, ad unico esempio, di come le nubi si siano aperte solo in quel giorno e solo sul luogo del concerto, in una stagione di giorni di temporali e di come si siano riversate tonnellate di acqua alla fine dei titoli di coda. Sarebbe solo un esempio tra mille. Coincidenze ? Matrix ? Fattore "Ku" ? Non lo penso e vi porto il mio personalissimo perché.
Allora vi parlo di GNC e di cosa sono per me, che sono anche quello che tiene le fila di tutta l'organizzazione di tale concerto.
Io non posso dire che con i GNC suono, perché si perderebbero moltissimi significati e sarebbe riduttivo. Il verbo più corretto sarebbe amo. Io con i GNC amo.
Si, sembra banalissimo, a me si è cariato un dente solo quando l'ho scritto da quanto mieloso appare.
Davvero però non mi viene altro verbo. Il concerto dei GNC non inizia quando in metronomo stacca il quattro. Non finisce quando il direttore augura la buonasera e ringrazia chi c'è stato. Non è la stessa sequenza di accordi, ne la stessa struttura del brano, tantomeno lo stesso significato o la stessa emozione. Ogni brano di ogni concerto non è suonato meglio o peggio, ogni ensemble di musicisti non è più o meno affiatato, non ci sono luoghi, piazze, Chiese o teatri dove il concerto risulti professionale o amatoriale. Non importa se alle prove mancano coristi, non importa se ci sono tutti o pochi musicisti, non importa se ci sono pezzi nuovi o meno, non importa se si è in ritardo o in anticipo. Le prove non sono mai uguali, e sono esse stesse concerti. E soprattutto: non mi spaventa se tra il pubblico ci saranno una, nessuna o centomila persone. Insomma è come dice il direttore Teo, questione di Amore che non è fatto di sentimenti, ma di altro.
Io accetto, esprimo la mia gratitudine, prego, piango, benedico, abbraccio, mi incazzo anche, borbotto, mi preoccupo, fatico, studio, provo, riprovo, do il massimo, non giudico (o almeno mi sforzo di non farlo), non sono giudicato, sono benedetto (dal verbo bene-dire), rido, scherzo, mi appassiono, trovo sinergie con gli altri musicisti, con i coristi, godo del loro sorriso, dei loro messaggi nella chat, della fellowship, dei loro occhi chiusi durante la preghiera pre concerto, mi faccio carico delle loro fatiche e preoccupazioni, anche in seno agli stessi GNC, e sempre sono stato ricambiato. Poi c'è qualcosa che non avviene in altre situazioni: anche solo una persona di quelle presenti, che ha cantato, ballato, gioito, pianto e pregato con te e per se e per te, viene a ringraziarti. Non ti dice che bene che hai suonato, ma che bene che sono stato. Non ti applaude per la musica, ma per il messaggio. Non ti chiede quando torni a suonare perché vuole riascoltare le stesse note, anche perché saranno diverse, ma perché vuole ritrovarsi in un momento di condivisione. Tu non ti aspetti nulla, e in cambio hai tutto.
Ecco, dovendo riassumere in una parola questo banale ma vero scambio di azioni e reazioni, non trovo di meglio che usare il verbo amare. Domani mi chiederanno quando suono ancora con i GNC. Mi verrà da ridere e forse consiglierò a chi me lo chiede di cambiare verbo: quando ami ancora con i GNC ?
E, come dice il Poeta: "L'amor muove il Sol e le altre stelle".
E, come dice il Poeta: "L'amor muove il Sol e le altre stelle".

Grande Tony! Parole cariche di significati, che rendono benissimo l'idea. Un abbraccio Bro'!
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