Carissimi PMC, sono ormai molti anni che stiamo insieme. Non ho mai trovato il tempo di fermarmi e di voltarmi indietro e di riflettere su questo cammino.
Voi direte che non si fa, non ci si volta mai indietro. Io non sono mai stato d'accordo con questo modo di fare. Voltarsi indietro per rimpianti o rimorsi non si fa, ma voltarsi indietro per vedere quanta strada si è fatta sì. Non certo per sedersi sugli allori, o per smettere di camminare (e voi sapete bene cosa vuol dire camminare insieme E insieme a Lui), ma per togliersi di torno i fantasmi della paura. Perché se si è arrivati fino ad un certo punto, allora si può procedere ancora più in alto, verso altre e alte vette. Durante l'ultima pizza in compagnia, anche se io dovrei dire durante l'ultimo hamburger doppio di dinosauro al bacon, scherzavo amabilmente con alcune meravigliose coriste, chiamandole "quelle della vecchia guardia". Ebbene, ci siamo voltati indietro ed abbiamo scorto quando tutto questo è iniziato. Era la recita invernale del 2011 e un nutrito gruppo di mamme della scuola materna Maria Bambina mi aveva convinto a dirigere un coro di genitori con un semplice motivo: se vogliamo che i nostri figli si avvicinino al mondo, dobbiamo essere loro di esempio. Quale esempio migliore di salire in un palco per cantare, con loro e per loro, un canto di Natale ? Ci sono molti ricordi e aneddoti di vita che non riporto, ma condivido con voi una sensazione: I sorrisi e la gratitudine. Nel poco che potevo fare, non ero e non sono certo esperto di direzione come Teo, si era fatto tantissimo. L'anno dopo è arrivato Teo e il balzo in avanti è stato fantastico. Ancora mi ricordo la mattina dopo la prima prova, entrando a scuola, alcune mamme fischiettare "Lift the Saviour Up".
Sorrisi e gratitudine. Sorrisi e gratitudine. Sorrisi e gratitudine forse sono molto uniti. Gli uni implicano l'altra e il contrario, ma è bello nominarli in modo distinto ed hanno anche un suono bellissimo.
Abbiamo acquisito altri coristi, abbiamo perso alcune figure storiche, ma a ma piace pensare che magari qualcuno sia andato via per prendere altre strade, seguire altri sentieri per altre cime, o forse, e in questo sta ancora una volta la grandezza di questo coro, per non essere di intralcio agli altri. Non parlo di intonazione, ma di visione di insieme. Si sono fatti da parte per non scalfire proprio quei sorrisi e quella gratitudine che regna ancora sovrana, ma sappiamo bene che troveranno sempre la porta aperta e che troveranno la stessa accoglienza.
Durante la serata di giovedì scorso, sorrisi e gratitudine sono stati continui e magnifici. Ha ragione Teo quando dice che siamo noi maestri ad imparare da voi e non il contrario, e per quanto mi riguarda, vi ho già scritto che Elsa e la sua forza, restano per me un continuo ed inesauribile spunto di riflessione e di energia positiva.
Qualcuno di voi starà pensando:"bene, fino a qui tutto ok, mi sa che adesso parte il cazziatone".
Ah ah ah, no tranquilli. Nessun cazziatone. Sapete bene che non sono così indulgente, calmo e leader come Teo, e nemmeno così spirituale, ma non è questo il luogo e non c'è nessun motivo per una mia esternazione sanguigna.
Sapete bene che io amo la nostra umanità, con i difetti e i pregi, con le intonazioni da campane rotte o da flauti magici, con gli accordi presi in prestito o totalmente creati, con le discussioni sulle Scritture o i salami tagliati e divorati, con le frasi da filosofi o le chiacchiere da terzo tempo.
Ho solo in mente, da molti giorni, una frase che ho sentito in un film che amo e che recita così: "Voi umani siete una specie interessante, un interessante ibrido: siete capaci di sogni di tale rara bellezza e anche di orribili incubi; vi sentite così sperduti, isolati, così soli, ma non lo siete e non lo siete mai stati. Nella nostra continua ricerca, la sola cosa che rende il vuoto sopportabile siamo noi stessi."
Penso che in questa frase ci siate anche voi: per i sogni di rara bellezza, perché non fate sentire solo nessuno, perché riuscite a riempire un vuoto ritenuto incolmabile.
Grazie e...vi sorrido.
Antonio

Nessun commento:
Posta un commento